SMRR, SMSP e SMPP e i trattamenti
Delle tre, la forma per la quale c’è un maggior numero di approcci, sia in termini di farmaci che di altri trattamenti, come quelli di riabilitazione, è la sclerosi multipla recidivante remittente. Inoltre, per la SMRR sono disponibili cure che hanno l’obiettivo di ridurre ed eliminare i sintomi, durante le recidive, e altre che si somministrano in continuo per rallentare o fermare l’evoluzione della malattia o, idealmente, per farla regredire. Queste ultime consistono in farmaci denominati DMD, in inglese Disease Modifiying Drugs, traducibile con farmaci che modificano la malattia.

La cura della forma secondariamente progressiva può porre problemi più complessi, in quanto alcuni DMD efficaci nella SMRR possono non esserlo nella SMSP e quindi si deve ricorrere a prodotti più “aggressivi”, che possono comportare un maggiore rischio di effetti collaterali.
Inoltre, nelle fasi in cui l’attività della malattia è particolarmente intensa, si possono usare i corticosteroidi e restano sempre validi gli approcci di riabilitazione sia fisica che psicologica.
Le soluzioni di cura per la sclerosi multipla primariamente progressiva sono ancora meno numerose, ma, negli ultimi anni, clinici e ricercatori hanno intensificato il loro impegno per la messa a punto di terapie specifiche efficaci e i risultati di queste linee di ricerca cominciano a produrre risultati interessanti.
Fra i più recenti risultati di tali ricerche, c’è la dimostrazione dell’efficacia dell’ocrelizumab nel ridurre l’evoluzione della disabilità in una percentuale di soggetti significativamente maggiore, rispetto al placebo, dopo 12 settimane di somministrazione: 32.9% vs 39.3% (p=0.03). Nella SMPP la fisioterapia assume un’importanza ancora più grande, perché può compensare alcune alterazioni della funzionalità fisica prodotte dalla malattia e salvaguardare un livello accettabile di qualità di vita dei malati.

Tommaso Sacco

(fonte: sito fondazione Cesare Serono www.fondazioneserono.org)