Dr. Samuel Hahnemann (1755 - 1843)

HAHNEMANN E L' OMEOPATIA 

Il fondatore dell’Omeopatia, Samuel Christian Hahnemann, nacque a Meissen, in Sassonia, nel 1755 e morì nel 1843. Laureato in Medicina nel 1779 a Erlangen, per dieci anni si dedicò alla professione medica, pubblicando diversi lavori a carattere scientifico di importanza rilevante per la medicina ufficiale del tempo. Si dedicò anche allo studio della Chimica e della Filosofia di Kant, era un profondo conoscitore di lingue (francese, inglese, spagnolo, assiro, latino, greco, ebraico e arabo). Fu uno dei primi a sostenere l’importanza: dell’igiene, di una corretta alimentazione, dell’aria fresca, dell’esercizio fisico e di abitazioni più spaziose, in poche parole fu un precursore della specialistica in Igiene, Medicina del Lavoro, scienza dell’alimentazione oltre ad intravedere tra le cause della malattia la presenza di microrganismi. Sempre più disilluso dalle pratica della medicina ufficiale (criticava salassi, purghe e l’impiego di medicinali in dosi massicce che comportavano dannosi effetti collaterali), decise di abbandonare la sua professione per dedicarsi al lavoro di traduttore nel 1790, e fu proprio durante una traduzione della materia medica di Cullen, dedicato alla corteccia di china, che ebbe l’ispirazione o meglio seppe cogliere ciò che era sotto gli occhi di tutti infatti, tra i suoi primi appunti risulta che:

 

“la corteccia peruviana, che viene utilizzata come rimedio contro la febbre intermittente (Malaria), agisce in quanto è in grado di indurre dei sintomi Simili a quelli della febbre intermittente nell’uomo sano dalla sua corteccia amara si ricava la chinina, una sostanza alcalina biancastra, tonica e febbrifuga da cui, a sua volta, si ricava il chinino usato contro le febbri malariche. La chinina possiede svariate proprietà medicinali: è indicata nelle nevralgie reumatiche, per eliminare i catarri dallo stomaco"

 

Con questa annotazione vengono gettate le basi per enunciare, dopo sei anni nel 1796, la legge che sorregge tutta l’omeopatia cioè “la Legge di Similitudine”. Dopo questa prima fase della sua vita sulla scoperta della Similitudine, seguì una seconda fase dedicata alla Sperimentazione omeopatica ed infine in una terza fase della sua vita, nel 1828 con la pubblicazione delle “Malattie Croniche” dedicata alle malattie croniche si accorse che spesso si avevano degli insuccessi nel trattamento delle malattie croniche, malgrado seguisse le regole più rigide da lui stesso definite per la corretta scelta del rimedio omeopatico. Così all’età di 73 anni, Hahnemann superò l’ennesimo ostacolo ipotizzando e poi affermando che alla base degli insuccessi esistano tre cause di natura contagiosa, definite “Miasmi”. In definitiva, se l’applicazione della Legge di Similitudine è sufficiente nella scelta del rimedio per il trattamento di una malattia acuta, essa deve essere inquadrata e allargata ad una valutazione più complessa per le malattie croniche, tenendo in considerazione gli antecedenti famigliari e personali del paziente, studiati nel loro insieme e nella loro evoluzione.

DEFINIZIONE DELL' OMEOPATIA 

L’Omeopatia viene definita come una terapia biologica, conforme alle leggi della Natura in quanto nei preparati ad uso terapeutico vengono utilizzate e trattate sostanze di origine Vegetale, Animale, Minerale. E’ una medicina Antropica poiché colloca l’uomo, visto nella sua complessità e uniformità, al centro dei suoi studi, oltre ad essere considerata una terapia Vitalista in quanto considera l’uomo non un insieme di organi uniti come in una macchina per dar vita ad un organico ma, è Materia vivente “Animato” da un energia, definita omeopaticamente Principio Vitale, il quale dà impulso e coordina le funzioni fisiologiche dell’organismo per un corretto sistema difensivo e di crescita.Le sostanze d’origine vegetale non devono essere confuse con la Fitoterapia che utilizza la Tintura madre della pianta in esame, in omeopatia si parte dalla tintura madre per poi trattarla con un procedimento di diluizione e dinamizzazione o succussione. La sostanza così trattata ha un’azione elettromagnetica stimolante sulle difese organiche a reagire alla malattia, che altro non è che una reazione fisiologica alla sostanza patogena.

raccolta della Chinona Succirubra

il libro dei rimedi omeopatici

esempio: come i prepara la 6 CH

la preparazione del rimedio diluito

i granuli omeopatici

L’OMEOPATIA AGISCE SUL MALATO E NON SULLA MALATTIA. IL RIMEDIO OMEOPATICO HA UNA AZIONE DI STIMOLO
L’azione del rimedio preparato omeopaticamente non agisce sopprimendo i sintomi della malattia, ma interviene sulle cause profonde del turbamento dell’intero organismo. Tiene conto delle cause lontane e vicine della malattia, studia il “TERRENO” su cui si è sviluppato l’agente patogeno, studia cioè la Costituzione, il Temperamento, la Predisposizione ad ammalare. L’altra nota di merito, che dobbiamo addebitare all’omeopatia, è l’apertura verso il malato, l’ascoltare ed annotare senza interruzione chi soffre per comprendere il dolore che è in noi. Con l’omeopatia si apre l’era del DIALOGO intimo tra terapeuta e paziente, di un originale colloquio tra chi soffre e chi cura.

 

Infatti, la raccolta anamnestica omeopatica si svolge senza fretta.

Mediamente una visita dura un ora suddivisa in due fasi:


1) una prima parte in cui si ascolta il malato

2) una seconda parte dove il terapeuta interviene sia verbalmente, per chiarire il colloquio iniziale, sia manualmente con l’esame obiettivo. Il terapeuta ascolta, osserva, interroga, scrive e coordina il colloquio. Annota tutti i sintomi, specialmente quelli che interessano più il malato che la malattia del momento;
la diagnosi di malattia è sostituita dalla diagnosi del RIMEDIO.

I sintomi del malato devono essere equiparati e quindi simili ai sintomi della materia medica di ogni singola sostanza omeopatica, e per tale ragione che una corretta e obiettiva raccolta dei disturbi diviene la conoscenza fondamentale per una scelta di similitudine.

 

I RIMEDI OMEOPATICI POSSONO ESSERE DI ORIGINE : VEGETALE - ANIMALE - MINERALE ( solubili e insolubili)

 

La legge dei simili: similia similbus curantur

Le malattie in Omeopatia, vengono curate con sostanze che, se somministrate ad un individuo sano, provocherebbero in esso quei sintomi presenti in quelle stesse patologie. Una sostanza quindi è in grado di curare gli stessi sintomi patologici che è in grado di produrre.
Questa è una legge terapeutica perché, a differenza della medicina allopatica o tradizionale che non ha regole (è empirica, cioè si basa sull’esperienza e la pratica e non sul rigore scientifico), nella medicina omeopatica vi è un elemento che Hahnemann descrisse come una Relazione Forzosa tra causa ed effetto che è appunto dettata dalla Legge dei Simili.
Concretamente, il Medicamento è la sostanza che viene data ad un individuo sano (sperimentatore), è invece definito Rimedio allorquando viene dato ad un malato.

Nell’uomo sano il medicamento produrrà sintomi non patologici, cioè sintomi simili a quelli che si percepirebbero in corso di malattia, non sono malattia, ma unicamente i sintomi del medicamento. Dall’altro lato c’è il malato che è la manifestazione di ciò che è mancante, cioè espressione di ciò che gli manca per essere in perfetto equilibrio con la natura, è in poche parole fuori posto e i sintomi sono espressione della malattia. I sintomi del rimedio sono i sintomi della sperimentazione pura, i sintomi dell’uomo sono i sintomi della malattia.

COME SI CREANO I RIMEDI OMEOPATICI